Filippo, l'Artigiano






Ho scelto di fare il vignaiolo per l’amore per la natura e la passione per il vino come espressione culturale del lavoro dell’uomo con la natura. Il territorio nel quale opero è costituito da amene colline romagnole della Val d’Amone dove l’olivo e la vite esprimono finissimi prodotti.
La mia filosofia di produzione si può sintetizzare in: produzione artigianale di vini fatti da sola uva che esprimono il terroir e raccontano l’annata.

Filippo Manetti

Dicono di me


L’azienda di Filippo Manetti, laurea in Psicologia mancata per pochi esami, è certificata biologica da Icea. È anche agriturismo (quattro camere, intitolate a personaggi storici) e, tra vigne e olivi, c’è qualche pianta di frutti “dimenticati” (pere broccoline, giuggiole), Solo tre ettari, la vigna. Dal ‘98 Filippo, guidato dalla passione e dal cuore verde, cura da solo vigneto e cantina. Fa, “da artigiano” dice, vini che raccontano il territorio e l’annata, sempre diversi ma con un medesimo timbro. Le Fieni è un uvaggio di Malbo gentile, Sangiovese e Cabernet, il San Lorenzo è un taglio bordolese, il MDX un Merlot in purezza, La bella etichetta che pubblichiamo si riferisce al Campiume 2007, Sangiovese in purezza. Un bicchiere impressionante per potenza e complessità, caldo e materico. Un vinone sincero e vivo, di schietta personalità.
Paola Mura (La Repubblica)

FILIPPO MANETTI, PICCOLO E GRANDE VIGNAIOLO DI ROMAGNA
Filippo Manetti e i suoi Vini (ad oggi si è aggiunto le Fieni e il Campaglione). Immaginate un ragazzo con una grande passione per l'orto e per la terra.Passione, è questa la parola che ci descrive perfettamente Filippo, un ragazzo che da Brisighella, nel cuore della Romagna, ha deciso di ritagliarsi un angolo di paradiso, immerso nelle colline romagnole e iniziare a seguire a tempo pieno la sua passione per la terra.
Nel 1998 ha acquistato una piccola borgata di origine medievale chiamata in loco Campiume, completamente circondata da vigne e olivi e ha iniziato, con tantissima umiltà a prendersene cura. Filippo, è uno dei pochi vignaioli rimasti sul territorio nazionale, inteso come una persona che segue, da solo, la vite dalla potatura invernale fino all'imbottigliamento. Nella produzione del vino possiamo dire che Filippo ha due parole d'ordine:
Tradizione: legato ai canoni classici della produzione del vino, meno tecnologia possibile in cantina e in vigna; ai giorni nostri si potrebbe azzardare a chiamarlo "Biologico".
Qualità: I suoi vini devono rispettare gli standard (alti) di qualità da lui prefissati, in caso contrario si rinuncia all’annata (come nel 2002).
Omar Quarneti - Cantine Antica Grotta (RA)

Quando Filippo ci invitò per la prima volta, era una calda sera d’estate e avevamo organizzato una grigliata di verdure in giardino insieme ad alcuni amici. La piscina fungeva da ottimo rinfrescante e il verde circostante ci ricordava la grande forza della natura. Oggi è tempo di vendemmia, le casse sono piene di grappoli di sangiovese e non attendono altro che essere pigiati. E’ così che inizia la nostra seconda merenda mattutina, mangiando uva. Piccoli chicchi rosso bruno, sodi e dolci. Filippo iniziò questa avventura otto anni fa, recuperando un vecchio borgo della curia nel bel mezzo della vallata di Campiume. La passione fin da bambino per l’orto, quella per la ristorazione e infine per il vino, gli hanno permesso di costruire con le proprie mani questo luogo fatto di vigne e ulivi. Una coltivazione completamente naturale che racconta ogni anno un percorso diverso. Il sangiovese in purezza affinato in legno per le bottiglie di “campiume”, il merlot e il cabernet per il “san lorenzo” e malbo, cabernet, sangiovese e merlot per il “fieni”, non possiamo che assaggiarli. L’invito a condividere il pranzo è sempre accettato e io mi infilo in cucina, ormai lo faccio dappertutto. Luana prepara la tavola sotto il pergolato e io spadello un piatto di pasta con i pomodori, la cipolla fresca, i capperi e un terzo di bottiglia di olio, non posso farne a meno, è la sua piccola produzione molita con le olive nostrane di Brisighella. Si brinda alla vendemmia, questa volta con il nuovo nato “gea” un albana dedicato a sua figlia. Filippo ha una moglie giapponese che ha conosciuto proprio qui e due splendidi bimbi che abbiamo visto solo in foto, (per ora!). Ascolto e cerco di imparare come si produce un buon vino naturale, quanto la terra è importante per la qualità dell’uva e quali sono le olive autoctone. Luana si offre di sparecchiare e lavare i piatti, giuro si è proposta lei! Io e Filippo ci facciamo la pennichella al sole. L’avremmo fatta anche se pioveva, nel piccolo borgo meravigliosamente ristrutturato, c’è anche un bed & breakfast con quattro camere. Qui si possono trascorrere anche le ferie, si può venire un weekend a degustare vini o semplicemente passare a salutare Filippo e fare un tuffo in piscina. In questa giornata fortunata si può approfittare di spillare il succo d’uva appena spremuto, lo facciamo più volte, è squisito. Torneremo presto per conoscere tutta la famiglia made in japan! Se passate e trovare Filippo, chiedetegli cos’è lo yoga agricolo…
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